La popolazione studentesca di Bologna richiede mense universitarie al 100% vegetali

February 11, 2026
I sostenitori dell'iniziativa Plant-Based Universities Bologna in via Zamboni, davanti all’ingresso dell’Ateneo, in occasione del voto sulla mozione per mense universitarie 100% vegetali.

  • Mercoledì 11 febbraio il Consiglio degli Studenti dell’Università di Bologna ha votato a favore della transizione verso mense universitarie 100% vegetali.
  • La scienza indica chiaramente che il passaggio a un sistema alimentare basato su alimenti vegetali può ridurre drasticamente il nostro impatto ambientale.
  • Nell’ambito della campagna internazionale Plant-Based Universities, mozioni simili verso una ristorazione universitaria completamente vegetale sono già state approvate in almeno altre 23 università in Europa.
  • Gli studenti di Bologna chiedono che la loro università assuma un ruolo guida nella transizione verso menù più sostenibili.

Bologna, Italia — mercoledì 11 febbraio 2026 — Segnando una svolta storica nella lotta per la sostenibilità, una maggioranza di 13 votanti su 19 del Consiglio degli Studenti dell’Università di Bologna ha votato a favore della transizione verso mense universitarie interamente vegetali. La decisione rappresenta una richiesta ufficiale, a nome dell’intera popolazione studentesca dell’ateneo, di menù più rispettosi dell’ambiente. Un ampio consenso scientifico dimostra che il passaggio a un sistema alimentare basato su alimenti vegetali può ridurre significativamente le emissioni di gas serra, la deforestazione, il consumo di suolo, la perdita di biodiversità, la sofferenza animale e la fame nel mondo. Dietro questa iniziativa c’è Plant-Based Universities Bologna, gruppo studentesco composto da volontari provenienti da diversi dipartimenti, che nell’ultimo anno ha lavorato per portare il tema della sostenibilità alimentare al centro del dibattito accademico.

"Questo voto dimostra che le studentesse e gli studenti di Bologna vogliono azioni concrete per il clima", afferma Maria Elena Amidei, portavoce di Plant-Based Universities Bologna e studentessa di antropologia. "L’Università di Bologna gode già della reputazione di università tra le più sostenibili d’Italia. L’ateneo dovrebbe allineare le proprie pratiche alle evidenze scientifiche che mostrano la necessità di una transizione verso un sistema alimentare plant-based per affrontare la crisi climatica."

Il gruppo studentesco bolognese fa parte del movimento internazionale Plant-Based Universities, attivo in oltre 80 università in 12 Paesi. Impegni ufficiali verso una ristorazione universitaria 100% vegetale, come il voto approvato oggi a Bologna, sono già stati assunti in almeno altre 23 università in Europa, tra cui l’Università di Cambridge, l’Imperial College di Londra e l’Università di Graz.


Maria Elena Amidei aggiunge: "In Svizzera, Austria, Paesi Bassi e in altri Paesi, l’introduzione di mense completamente plant-based ha avuto un grande successo. Quest’anno, il 50% del menù dell’Università La Sapienza di Roma è già diventato plant-based. È ora che Bologna recuperi terreno su questo cambiamento fondamentale. In quanto università più antica del mondo occidentale, Bologna esercita un’influenza accademica globale; speriamo che l’adozione di menù plant-based qui possa ispirare transizioni simili in tutta Italia e oltre."

La mozione approvata dal Consiglio degli Studenti ha carattere consultivo, ma invia un segnale inequivocabile all’amministrazione universitaria e ai fornitori locali della ristorazione: la comunità studentesca chiede che le mense di Bologna riflettano il consenso scientifico secondo cui l’adozione di un’alimentazione vegetale può essere centrale nella lotta contro la crisi climatico e la perdita di biodiversità.

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